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lunedì 9 agosto 2010

L'intonaco a calce

La calce può essere utilizzata per diverse applicazioni in edilizia. Essa presenta diverse caratteristiche fisiche importanti: il comportamento capillare ad esempio, fa sì che l’acqua in forma liquida o di vapore riesca ad attraversare il materiale molto facilmente, l’umidità dell’ambiente pertanto può essere regolata dalle proprietà intrinseche del materiale.

La calce è un legante idraulico naturale adatto per la preparazione di intonaci e malte tradizionali ed è molto indicato per interventi di restauro.

Gli intonaci a base di calce, per garantire tenuta nel tempo, hanno sempre bisogno di fondi molto assorbenti e ruvidi, inoltre devono essere privi di polveri, oli e parti non ben aderenti, se il fondo non garantisce un’adeguata portanza si deve preventivamente applicare un pannello di canna che assolve la funzione di rete portaintonaco.

La forte alcalinità della calce fa sì che i microrganismi come funghi e muffe non possano sopravvivere al suo interno.

Grazie al buon potere termoisolante che caratterizza il materiale con l’applicazione di intonaci a base di calce si annulla il rischio di formazione di condensa ed inoltre, la completa assenza di Sali solubili evita la formazione di efflorescenze sulla superficie.

L’intonaco a base di calce in alcune condizioni può presentare alcuni inconvenienti come la debole resistenza meccanica, ed il tempo di indurimento relativamente lungo.

L’intonaco può essere applicato manualmente o a macchina, i singoli strati di intonaco non dovrebbero superare nel loro spessore, la grandezza del più grande granello di sabbia utilizzato, moltiplicato per tre. Per una corretta posa del materiale, i singoli strati di intonaco devono essere lasciati parzialmente asciugare prima di procedere all’applicazione di uno strato successivo e gli strati di intonaco diventati troppo asciutti dovrebbero essere inumiditi.

giovedì 29 luglio 2010

Materiali isolanti (fibra di legno)

I pannelli di fibra di legno vengono prodotti attraverso la lavorazione di scarti e residui di legname di conifere e latifoglie non trattato chimicamente, proveniente da segherie di paesi europei.
La materia prima è rigenerabile e disponibile in misura praticamente illimitata. I pannelli possiedono buone proprietà di isolamento termico e acustico; la struttura a pori aperti, permeabile al vapore, consente un’ottima traspirabilità; in caso di incendio non si producono particolari gas tossici, ma i normali gas di combustione del legno; non contengono sostanze nocive per la salute.
La fibra di legno è un materiale igroscopico; l’umidità assorbita penetra all’interno della fibra stessa e lo spazio tra le fibre, responsabile della porosità del materiale, rimane pieno d’aria, questo fa si che il suo potere isolante non diminuisca, al contrario dei materiali fibrosi di origine minerale (fibra di vetro o di roccia) le cui fibre non sono in grado di assorbire l’umidità al loro interno. I pannelli vengono utilizzati per l’isolamento termico e acustico in cappotti interni ed esterni ventilati, intercapedini di strutture in legno, coperture in legno, solai e sottopavimenti a secco per pavimenti di tutti i tipi.
I pannelli si tagliano con coltello affilato o sega circolare; devono essere immagazzinati in luogo asciutto e appoggiati orizzontalmente.
Le fibre sono ottenute tramite la lavorazione degli scarti (tagliati, macinati e sfibrati mediante opportuni trattamenti meccanici) e successivamente impastate con acqua calda (4-5%) e solfato di alluminio (0,4-0,8%) che, oltre ad essere antitarmico ed antiparassitario, attiva le proprietà leganti della resina naturale propria del legno (lignina), senza aggiungere ulteriori leganti. L’impasto viene poi steso in apposite forme, sottoposto a compressione in base alla densità voluta ed essiccato in appositi forni. Il consumo di energia per la produzione dei pannelli è abbastanza ridotto.
Per realizzare i pannelli a più strati viene utilizzato l’1% di un collante atossico a base di acetato di polivinile. Per realizzare pannelli idrorepellenti resistenti all’acqua viene aggiunto il 10% di una sostanza impermeabilizzante: bitume (sostanza petrolchimica), lattice, cera, colofonia ed altre resine naturali.
I pannelli privi di leganti e non bitumati sono biodegradabili, possono essere inceneriti ed eventualmente anche riutilizzati (si possono compostare), svolgono una funzione isolante ecologica, e realizzano un clima ambientale confortevole. La loro struttura porosa in fibre favorisce la diffusione del vapore e l’assorbimento delle onde sonore.

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venerdì 23 luglio 2010

Materiali isolanti (fibra di cellulosa)

La fibra di cellulosa (carta) è una preziosa materia prima, e si adatta particolarmente bene come isolante termico per via della struttura dei suoi pori in grado di rinchiudere grandi quantità d’aria, riducendo le perdite di calore.
Originalmente il legno ha una struttura a fibre parallele, la quale viene modificata durante la trasformazione in carta, le fibre si orientano in tutti i sensi, realizzando così una porosità maggiore e di conseguanza un buon potere isolante.
La fibra di cellulosa è traspirante ed igroscopica, in grado di assorbire umidità dall’ambiente e cederla poi successivamenteha un buon comportamento fonoisolante e fonoassorbente; non contiene sostanze tossiche e non provoca reazioni a contatto con la pelle.
E’ un materiale molto indicato dal punto di vista ecologico, poiché la materia prima è carta di giornale riciclata e il dispendio di energia per produrla è ridotto.
I giornali vengono selezionati, sminuzzati e miscelati con un 15% di sali di boro, trattamento antiparassitario ed ignifugante; in seguito alla miscelazione si ottengono fiocchi, all’interno dei quali vengono intrappolate microscopiche celle d’aria, responsabili della resistenza al passaggio del calore. Questi possono essere elaborati sotto forma di granuli (diametro 4 mm) mediante formatura a pressione senza aggiunta di leganti. Vengono anche prodotti pannelli aggiungendo alla fibra di cellulosa un 5-10% di fibra sintetica di poliestere che funge da sostegno e rende il pannello elastico, compatto e facilmente lavorabile.
Per ottenere un efficace fonoassorbimento sono sufficienti uno o due centimetri.
La fibra di cellulosa in fiocchi viene applicata da personale specializzato mediante sistema ad insufflaggio direttamente in cantiere, senza aggiunta di additivi e creando un isolamento continuo, senza giunti e senza sfridi.
Trova applicazione in intercapedini di pareti in muratura e con struttura in legno di spessore non inferiore ai 10 cm o con isolamento insufficiente o deteriorato, in intercapedini di solai e coperture con struttura in legno, pareti divisorie interne, controsoffitti, sottotetti non praticabili.
La fibra di cellulosa in granuli viene utilizzata per l’isolamento termo-acustico di solai.
Il getto a secco permette di compensare eventuali dislivelli ed inglobare canalizzazioni;
La fibra di cellulosa in pannelli trova applicazione in intercapedini di strutture lignee, cappotti interni, cappotti esterni ventilati, coperture ventilate, pareti divisorie interne, controsoffitti, sottopavimenti e solai.

La fibra di cellulosa è considerata un prodotto biocompatibile essendo atossico ed è ritenuto ecologico, in quanto proviene da materie naturali. La fibra di cellulosa in fiocchi e in granuli è riutilizzabile e riciclabile; il riciclaggio dei pannelli è problematico poiché deve tenere in considerazione la presenza della fibra sintetica di poliestere. Il trattamento con sali di boro non rende la fibra di cellulosa adatta per il compostaggio poiché si verificherebbero lisciviazioni nel terreno.
La cellulosa non dà reazioni al contatto con la pelle, nessuna concentrazione di sostanze nocive, capacità di assorbimento, regolazione di umidità, inodore, elettrostaticamente e elettricamente non reagente, privo di polveri fibrose tossiche.

Green+++