mercoledì 30 giugno 2010

Fitodepurazione (sistemi a flusso verticale e superficiale)

La configurazione di questi sistemi è del tutto simile a quelli descritti nel post precedente.
La differenza consiste nel fatto che il refluo da trattare scorre verticalmente nel medium di riempimento (percolazione) e viene immesso nelle vasche con carico alternato discontinuo, mentre nei sistemi SFS-h si ha un flusso a pistone, con alimentazione continua.
Questa metodologia con flusso intermittente implica l'impiego di un numero minimo di due vasche in parallelo per ogni linea che funzionano a flusso alternato, in modo da poter regolare i tempi di riossigenazione del letto variando frequenza e quantità del carico idraulico in ingresso, mediante l’adozione di dispositivi a sifone autoadescante opportunamente dimensionati.

I sistemi a flusso superficiale invece, consistono in vasche o canali dove la superficie dell’acqua è esposta all’atmosfera ed il suolo, costantemente sommerso, costituisce il supporto per le radici delle piante emergenti; anche in questi sistemi il flusso è orizzontale e l’altezza delle vasche generalmente limitata a poche decine di centimetri.
In questi sistemi i meccanismi di abbattimento riproducono esattamente tutti i fattori in gioco nel potere autodepurativo delle zone umide.
Nei prossimi post, a meno che non ci siano domande specifiche, comincerò a parlare delle fondazioni nell'edilizia verde.

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