domenica 18 luglio 2010

Muratura in blocchi di terra cruda

La tecnica costruttiva che impiega mattoni e blocchi di terra cruda viene chiamata adobe, termine di derivazione araba successivamente utilizzato anche nella penisola Iberica.
Gli elementi impiegati vengono prodotti artigianalmente o industrialmente utilizzando terre argillose, senza sottoporre il mattone a cottura.
Questa tecnica consente di realizzare murature portanti o muri di tamponamento in funzione della pesantezza del mattone impiegato.
La terra utilizzata nelle costruzioni, oltre ad essere un materiale completamente naturale e non comportare consumi energetici elevati per la produzione di mattoni (la tecnica a crudo non prevede infatti cottura in forno) conferisce alle murature ottime caratteristiche d’isolamento termico e ottima inerzia termica, determinando un alto livello di comfort abitativo.
La sua diffusione nel mercato dell’edilizia contemporanea europea si deve, però, allo sviluppo di prodotti industrializzati come intonaci premiscelati a base di argilla, mattoni crudi estrusi, pannelli isolanti a base di terra e argilla.
Tra la produzione artigianale e quella industrializzata è opportuno ponderare la scelta in funzione del contesto in cui si opera, tenendo nella giusta considerazione aspetti economici, ecologici e sociali.
Il mattone crudo è un prodotto ottenuto dall’impasto di argilla, limo e sabbia, a volte mista a paglia, in percentuali variabili, versato in stampi in legno e lasciato essiccare al sole.
L’argilla contenuta nel terreno agisce da legante e conferisce la giusta coesione fra le particelle dell’impasto.
Solitamente viene utilizzata la terra estratta al di sotto della porzione arabile, evitando strati contenenti sostanze putrescibili e con scarsa resistenza meccanica.
Ideale per la realizzazione del mattone crudo è la terra grassa e sabbiosa. Se il contenuto di limo è alto ben si presta ad impasti con la paglia.
Le dimensioni del mattone sono uguali a quelle del mattone storico. Per avere mattoni di maggiore dimensione è necessario utilizzare argilla magra da miscelare a paglia triturata, usate per pareti non portanti. La paglia, infatti, conferisce maggiore leggerezza al mattone rendendolo più adatto alla realizzazione di tamponature.
La produzione artigianale può essere effettuata direttamente in cantiere e consiste nella modellazione dei mattoni effettuata pressando manualmente l’impasto negli stampi in legno.
Una volta tolti dallo stampo i mattoni vengono disposti all’aria aperta per essere essiccati naturalmente, per un periodo che va da due a quattro settimane, a seconda delle stagioni.
La produzione industriale avviene attraverso l’estrusione e il taglio, seguendo lo stesso procedimento impiegato per la produzione dei normali laterizi, di cui i mattoni crudi possono essere considerati un sottoprodotto. In questo caso, però, si ottiene un mattone fabbricato non appositamente per l’impiego a crudo, ma con composizione più adatta alla cottura, per cui il prodotto così ottenuto va usato con maggiore accortezza.
Le caratteristiche meccaniche del mattone in terra cruda consentono di realizzare murature portanti con elevazione massima fino a tre piani.
Le proprietà della materia prima di cui è composto, consentono alla parete una buona traspirabilità, evitando la formazione di muffe e condensa in superficie, un’ottima inerzia termica, ossia la capacità di accumulare calore, ed un basso coefficiente di conducibilità termica, con buone proprietà termoisolanti.
Importante caratteristica è la capacità di regolare l’umidità dell’aria all’interno dei locali, quando essa è troppo secca o troppo umida, contribuendo al miglioramento del comfort abitativo.
I mattoni crudi vengono posati in opera con malta d’argilla o malta di calce su di uno zoccolo in pietrame o calcestruzzo, dopo avere realizzato una barriera orizzontale contro l’umidità di risalita dal terreno. La muratura va rifinita esternamente con uno strato di finitura in intonaco di calce, per proteggere i mattoni dalla pioggia, verso la quale risultano essere vulnerabili.
Lo spessore minimo dei muri portanti è di 30 cm, per murature ad un piano, di 50 cm, per murature a due piani.
Non subendo trasformazioni fisico-chimiche nella sua produzione e posa in opera, mantiene il suo carattere di ecologicità e in fase di dismissione può essere reimpiegato come terra per uso agricolo.

2 commenti:

  1. "Mattone crudo dopo mattone crudo, la tecnica del ladiri, la terra cruda arricchita da paglia, messa in stampi ed essiccata al sole, ha caratterizzato la costruzione delle case di buona parte della Sardegna, almeno nei Campidani di Cagliari ed Oristano e nel Sulcis-Iglesiente. Una tecnica antica, nel secondo dopoguerra praticamente abbandonata, che recenti studi hanno pienamente rivalutato.
    Le case di fango e paglia, con le caratteristiche coperture in legno, canne e le tradizionali tegole sarde sono risultate, infatti, le più “sane”, le meglio coibentate, le più resistenti ai fenomeni sismici, anche se, fortunatamente, in Sardegna non si registrano terremoti.
    Case vecchie, tradizionali, caratteristiche delle pianure e delle basse colline, dove la terra cruda ed i conglomerati naturali erano i materiali più comuni ed “a buon prezzo”, almeno rispetto ai cantoni ed alle pietre lavorate, tipici delle altre zone più interne o montuose dell’isola.
    Un patrimonio edilizio di grande interesse, almeno il 30 per cento delle case esistenti nei centri storici dei Campidani, della Marmilla, della Trexenta, del Sulcis Iglesiente e delle zone costiere del Sarrabus, che deve essere recuperato, valorizzato, così come recuperate e valorizzate devono essere le tecniche seguite per preparare i mattoni di ladiri, quelle utilizzate per costruire le vecchie case sarde..."
    un'indigena

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  2. Grazie mille "Anonima Sarda", è in virtù di commenti come il tuo che tutti noi cresceremo e risparmieremo all'ambiente qualche nuvola nera in più. Aiutami colorando di verde un angolo del tuo mondo.

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